Cos'è il visto C-1/D

Il visto C-1/D è la combinazione di due categorie distinte ma usate spesso insieme: il C-1, riservato a stranieri che attraversano gli Stati Uniti come transito immediato verso un terzo paese, e il D, dedicato all'equipaggio di navi e aerei che operano in entrata e uscita dai porti e aeroporti americani.

Per i cittadini italiani il C-1 puro ha applicazione limitata: i transiti aeroportuali in scali statunitensi (per esempio JFK, Atlanta, Los Angeles) sono ordinariamente coperti dall'ESTA. Il bisogno di un visto C-1 emerge quando il viaggiatore non è ammesso al Visa Waiver, oppure quando il transito non è puramente aeroportuale (cambio aeroporto, scalo notturno con uscita dall'area di transito, viaggio terrestre da costa a costa).

Visto C-1: transito immediato e continuo

Il C-1 ammette l'ingresso per il tempo strettamente necessario al transito, comunque non superiore a 29 giorni, verso una destinazione finale fuori dagli Stati Uniti. Non consente turismo né soste prolungate. Tre regole: il viaggio deve avere un punto di partenza e un punto di arrivo entrambi fuori dagli USA; il transito attraverso il territorio americano deve essere documentato con biglietti aerei o marittimi; il richiedente deve essere ammissibile e non avere intento immigrante.

Una sotto-categoria, denominata C-2, è dedicata ai diplomatici in transito verso le Nazioni Unite e non interessa i comuni viaggiatori. Una C-3 esiste per i diplomatici e i loro familiari in transito attraverso gli Stati Uniti.

Visto D: equipaggio di navi e aerei

Il D copre i marittimi e il personale di volo che lavora per linee aeree commerciali ed entra negli Stati Uniti nello svolgimento delle proprie mansioni. È pensato per soggiorni brevissimi, tipicamente di poche ore o giorni in attesa della partenza successiva, e impone l'uscita con la stessa nave o aereo (o con uno dello stesso vettore) entro 29 giorni.

Sono titolari di visto D, tra gli altri: hostess e steward di linee italiane che effettuano voli sugli Stati Uniti; piloti civili in addestramento presso strutture americane (in casi specifici); ufficiali, marinai e personale di servizio di navi mercantili e da crociera che fanno scalo nei porti USA; tecnici di bordo di yacht commerciali registrati all'estero che attraccano temporaneamente.

Quando si chiede combinato

Il visto si richiede tipicamente come C-1/D combinato, perché un membro di equipaggio aereo o marittimo spesso copre con la stessa documentazione sia gli ingressi come lavoratore di bordo, sia i transiti per raggiungere la nave o l'aereo. La combinazione è la prassi consolare per quasi tutti i casi, salvo profili strettamente solo di transito turistico (per i quali, di nuovo, l'ESTA basta) o di solo personale di volo che opera tutti gli ingressi a bordo.

Procedura

La domanda C-1/D si presenta con il DS-160, fee di 185 dollari, colloquio in consolato. Per il D è generalmente richiesta una lettera del datore di lavoro (compagnia aerea o armatore) che specifichi mansione, navi o aerei coinvolti, frequenza degli ingressi previsti, e certificazione che il candidato è dipendente regolare (non indipendente). Il libretto di navigazione (per i marittimi) o il tesserino professionale di volo (per il personale aeronavigante) viene esaminato.

Errori comuni

Il primo errore è chiedere un C-1/D quando si lavora come tecnico per il manutentore di un aereo registrato in Italia che resterà settimane in officina negli Stati Uniti. In quel caso non si tratta di equipaggio: serve un visto da lavoro adeguato (B-1, in alcuni casi, oppure H, L o O). Il secondo errore è confondere il D con la possibilità di lavorare temporaneamente per un cantiere navale americano. Il D copre il lavoro di bordo, non la prestazione a un'impresa locale.

Ritardi USCIS e rimedi: il writ of mandamus

I tempi di lavorazione USCIS pubblicati sono medie statistiche: una quota non trascurabile di pratiche eccede sensibilmente questi tempi senza motivi sostanziali. Quando una pratica resta pendente oltre il doppio del tempo medio del proprio Service Center, esistono rimedi legali per forzare una decisione. Il principale è il writ of mandamus, un'azione federale che chiede al giudice di ordinare a USCIS di emettere una decisione (non di approvarla, ma di deciderla) in tempi ragionevoli.

Per le pratiche di green card pendenti da molti mesi oltre la norma, il mandamus è uno strumento mirato: dal deposito al provvedimento giudiziale passano tipicamente 60-120 giorni e, nella grande maggioranza dei casi, USCIS decide la pratica prima della pronuncia formale del giudice. È particolarmente utile quando i normali strumenti (case inquiry, e-Request, intervento dell'ombudsman, lettera al congressman) non hanno prodotto risultati.